Olivo

“Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene. La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore.” (Salmi 127, 1-4)

L’olivo e il suo frutto, l’oliva, sono citati nella Bibbia in 43 versetti. L’olivo è da sempre un albero tenuto molto in considerazione nelle Terre Bibliche, non solo l’oliva era alla base dell’alimentazione, ma egli era sempre presente nel paesaggio biblico (Dt 8, 8), capace di attecchire anche sui pendii rocciosi e di sopravvivere per migliaia di anni. La coltivazione dell’olivo è precedente al 3000 a.C. e la relazione tra la vita degli ebrei e l’olivo era molto stretta, esso infatti forniva cibo (Nm 11, 8), olio per le lampade, medicine (Is 1, 6) e l’olio per consacrare (1 Sam 10, 1). L’olivo nella Bibbia è simbolo di fertilità (Sal 128, 3), di bellezza (Ger 11, 16), di benedizione divina (Dt 7, 13), di pace (Gen 8, 11) e nel Nuovo Testamento è associato a Gesù (Mc 14, 26). I germogli alla base della pianta madre dell’olivo sono paragonati a una famiglia con molti figli (Sal 128, 3). Il significato con cui è probabilmente più conosciuto a livello universale è però quello legato alla pace poiché fu la prima pianta che Noè vide dopo il diluvio e quindi, come l’arcobaleno, rimanda all’alleanza tra l’uomo e Dio.