Progetto Rinoceronte

Fino al 19° secolo il rinoceronte bianco era diffuso in due regioni separate dell'Africa, mentre oggi lo si può trovare soltanto in una piccola parte del suo areale originario, confinato nei Parchi Nazionali e nelle game preserve. Classificato come "Near Threatened" nella IUCN Red List, il rinoceronte bianco è a rischio di estinzione principalmente a causa del bracconaggio per il commercio illegale del suo corno.
Il Progetto Rinoceronte del Parco Natura Viva mira a salvaguardare questa affascinante specie nel suo habitat naturale.

 
REINTRODUZIONE IN NATURA DI 5 RINOCERONTI NERI NATI IN GIARDINI ZOOLOGICI EUROPEI
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Il Progetto Rinoceronte del Parco Natura Viva mira a salvaguardare questa affascinante specie nel suo habitat naturale. Il progetto rinoceronte agisce su più fronti, in situ e nel Parco. Da un lato il Parco supporta progetti in situ con lo scopo di monitorare i rinoceronti nel loro ambiente naturale. Il progetto prevede di sviluppare un sistema di monitoraggio dei rinoceronti per poterli proteggere dai bracconieri e preservarli anche al di fuori delle aree protette. Dall’altro il Parco Natura Viva conduce anche attività di sensibilizzazione sul rinoceronte con il pubblico in visita, aderendo al World Rhino Day, la giornata internazionale dedicata al rinoceronte indetta per la prima volta dal WWF Sud Africa nel 2010.
 
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L’anno seguente, questa iniziativa è diventata un successo internazionale per la celebrazione e la tutela di tutte le specie di rinoceronte, contribuendo a sfatare il mito che il loro corno abbia proprietà curative. In occasione di questa giornata il Parco organizza una serie di laboratori a tema per far conoscere questa affascinante specie al pubblico in visita, accompagnandolo lungo il percorso dell’area rinoceronti per comprendere le minacce che devono affrontare in natura per la loro sopravvivenza.
Una delle minacce principali per la popolazione di rinoceronte bianco è la caccia illegale per il commercio internazionale del corno, utilizzato sia nella medicina cinese tradizionale, sia a scopo ornamentale. È considerato per esempio un materiale particolarmente pregiato per realizzare le impugnature dei pugnali tradizionali (jambiyas) in alcuni paesi del Medio Oriente. Fino a pochi anni fa il bracconaggio non aveva un impatto particolarmente rilevante sul numero generale di rinoceronti bianchi in Africa, tuttavia è aumentato drammaticamente negli ultimi anni in risposta a un significativo aumento del valore del corno nel mercato nero.
 
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In molti paesi dell'Africa il bracconaggio a danno dei rinoceronti continua a mietere vittime: in Sudafrica sono stati abbattuti quasi 4.000 esemplari in 3 anni e ora la Namibia è diventata il nuovo terreno di caccia dei bracconieri, con oltre 80 esemplari abbattuti nel 2015. Soltanto il Botswana, grazie all'impiego del proprio esercito, è riuscito ad arginare la minaccia del bracconaggio.
Al Parco sono ospitati due maschi di rinoceronte bianco (Ceratotherium simum): Toby e Benno, entrambi inseriti all'interno del programma di conservazione ex situ per questa specie denominato EEP. Toby è presente al Parco sin dagli inizi e ha superato i 40 anni, un'età notevole per un rinoceronte bianco! Sin dal suo arrivo ha condiviso il reparto con una coppia di ippopotami e con la loro progenie. Con alcuni piccoli di ippopotamo è riuscito a costruire un buon legame, tanto che può capitare addirittura di vederli giocare insieme. Benno è nato nel 1981 negli Stati Uniti e, poco più che trentenne, dopo essere stato nel giardino zoologico di Salisburgo è arrivato al Parco Natura Viva nel 2012, nell'ambito del programma EEP. Il Parco Natura Viva è stato scelto dal coordinatore europeo di questa specie per l’esperienza nella gestione dei rinoceronti bianchi e per Benno è stato realizzato un reparto ad hoc nel Parco Safari.
 
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I due rinoceronti si distinguono facilmente l'uno dall'altro non soltanto per l'area del Parco in cui sono ospitati, ma anche per la diversa forma del corno: quello di Benno, infatti, si riconosce a prima vista per la forma più arrotondata.