Progetto Madagascar

Il Madagascar, separatosi dall'Africa circa 160 milioni di anni fa, rappresenta una vera zattera biologica in quanto più del 90% delle specie animali e vegetali che si trovano su quest'isola vivono esclusivamente su di essa e sono perciò definiti endemismi. Comunemente nota anche come "isola rossa", il Madagascar è uno dei maggiori hotspot di biodiversità: anche se rappresenta solo l’1% della superficie terrestre è occupata da circa il 5% di tutte le specie vegetali e animali del mondo. Da quasi 20 anni il Parco Natura Viva, in collaborazione con l’Università di Torino, porta avanti un importante progetto di conservazione della biodiversità del Madagascar.

Dal 2000 il Parco Natura Viva collabora con il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università di Torino portando avanti iniziative in Madagascar dedicate alla salvaguardia della biodiversità malgascia e al miglioramento dell'educazione delle popolazioni locali. I progetti che vedono impegnate queste due istituzioni, in collaborazione con partner che si sono uniti negli anni, permettono di aumentare le conoscenze disponibili sul patrimonio naturale malgascio e contribuiscono alla definizione di strategie per la sua conservazione, come:

  • preservare le specie endemiche del Madagascar partecipando ai programmi europei di conservazione ex-situ;
  • attuando attività in-situ volte a incrementare le conoscenze sulle specie in via di estinzione e a tutelare parti di foresta con la biodiversità in esse contenuta;
  • sensibilizzando ed educando le comunità locali fornendo loro informazioni sulla biodiversità locale e coinvolgendole in maniera diretta nelle attività svolte;
  • utilizzare il Parco Natura Viva come partner nell'attività di ricerca etologica complementare a quella svolta nelle aree tropicali;
  • sensibilizzare il pubblico alla conservazione della biodiversità, cercando di ottenere anche l'adesione di partner qualificati;
  • sviluppare e promuovere in Madagascar un turismo sostenibile e compatibile con l'ambiente naturale, per accrescere le conoscenze sul mondo della foresta pluviale e delle culture tradizionali.
 
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Da ormai 10 anni è stato realizzato un Centro Polifunzionale nella foresta di Maromizaha conosciuta anche come “Foresta pluviale degli alberi dragoni”. Situata nel corridoio verde di Ankeniheny Zahamena, Maromizaha si estende su 1.600 ettari, dei quali 820 sono coperti da foresta primaria ancora intatta. Il Centro funge da stazione di ricerca dove ogni anno studenti e ricercatori possono svolgere studi scientifici sulle specie animali e vegetali malgasce; in particolare sono state accresciute di molto le conoscenze sulle diverse specie di lemuri, primati endemici del Madagascar. Il centro è anche un luogo culturale dove vengono svolte attività educative grazie alle quali è stato possibile aiutare le comunità locali e coinvolgerle attivamente nel progetto di conservazione e nella gestione stessa del centro.
Il Madagascar è uno dei maggiori hotspot di biodiversità al mondo: anche se rappresenta solo l’1% della superficie terrestre è occupata da circa il 5% di tutte le specie vegetali e animali del mondo. Inoltre, il 90% delle specie presenti su quest'isola sono endemiche, ovvero vivono esclusivamente su di essa. I lemuri sono un importante esempio di endemismo malgascio e sono ritenuti gli animali simbolo di quest’isola. Ormai si conoscono più di 100 specie di lemuri che vivono solo ed unicamente nelle foreste pluviali del Madagascar. Il rischio di estinzione di moltissime specie endemiche dell’isola rossa è elevato; quasi tutte le specie di lemuri lo sono in maniera critica. Le principali cause sono la caccia, il bushmeat, ovvero la vendita di carne di animali selvatici come alimento, e la deforestazione sia per la produzione di legname, che per lo sfruttamento e impoverimento del terreno, che porta la popolazione umana a distruggere aree di foresta per trasformarle in campi per l'agricoltura.
 
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Il Parco Natura Viva ospita la più numerosa collezione di lemuri in Italia (una delle popolazioni più numerose d’Europa) con le sue 6 specie di lemuri, tra cui il più piccolo lemure del Madagascar: il microcebo murino. Nel 2010 è stata realizzata una nuova area del Parco dedicata al Madagascar, che vede da una parte nuovi reparti per lemuri e testuggini caratterizzati da barriere semi-naturali dove gli animali possono manifestare comportamenti tipici della specie, dall’altra ricrea un villaggio malgascio con la riproduzione di capanne e del Centro Polifunzionale di Maromizaha. In prossimità del centro è stato realizzato il reparto del “Lemure che non c’è”: l’indri. Questa specie è inserita nella categoria “gravemente minacciata” della Lista Rossa dell’IUCN ed è anche tra le poche specie che non è possibile gestire e allevare nei parchi zoologici a causa della sua delicata eco-etologia. Tutte le specie del Madagascar presenti al Parco Natura Viva sono inserite nei programmi di gestione e riproduzione delle popolazioni europee quali l’EEP e l’ESB. Inoltre, al Parco è stato affidato il programma di gestione ESB della specie Lemur catta.
 
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2009-2019

Il Parco Natura Viva e il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università di Torino, in collaborazione con il GERP (associazione malgascia che si dedica allo studio dei primati dell’isola) e altre istituzioni, hanno realizzato il Centro Polifunzionale di Maromizaha nel 2009, con l’obiettivo di proteggere la foresta pluviale primaria, legame fondamentale tra le restanti zone delle foreste pluviali del nord e del sud dell’isola rossa. Il progetto è incentrato non solo sulla valorizzazione della biodiversità, ma anche sullo sviluppo di iniziative per consentire alle comunità locali stesse di assumere un ruolo guida nella conservazione della foresta. Si è lavorato verso la creazione di attitudini positive e sostenibili delle comunità nei confronti della fauna selvatica locale, sia tramite l’istituzione di piccole infrastrutture, sia implementando attività di potenziamento delle competenze, sia tramite la creazione di percorsi educativi per le scuole. Nel dicembre 2019 si celebrano 10 anni dalla costruzione del centro e negli anni sono state formate più di 50 guide turistiche e di ricerca, 15 pattugliatori e agenti di divulgazione, 200 abitanti del villaggio e 700 scolari di 3 diverse scuole elementari. Inoltre, il Parco e l’Università di Torino hanno promosso il lavoro di 10 dottorandi e oltre 50 studenti laureati, che hanno portato a oltre 30 pubblicazioni scientifiche ed educative.
 
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2015

Uno dei risultati più importanti ottenuto grazie a questo progetto è stato raggiunto nel dicembre del 2015, quando il ministero dell’ambiente malgascio ha dichiarato la foresta di Maromizaha area protetta di rilevanza nazionale (NAP). Il Progetto Madagascar coinvolge anche la scuola primaria di Anevoka: viene fornito materiale scolastico, vengono organizzate delle attività educative per sensibilizzare i bambini sulla protezione della foresta e viene curato il miglioramento della qualità dell'insegnamento. Inoltre, grazie alla nuova collaborazione iniziata con il Green Teen Team, è stato possibile raccogliere fondi per l'acquisto di cibo per i bambini della scuola di Anevoka, garantendo così la fornitura di riso per l'intero 2016!
 

2007

Il Parco Natura Viva riceve l’EAZA Education Award per la realizzazione della fiaba “Un lemure da salvare” in supporto all’EAZA Madagascar Campaign 2006/7. La storia è stata scritta dal Settore Educativo del Parco in collaborazione con le scuole malgasce e il ricavato della vendita ai visitatori del Parco ha consentito l’acquisto di materiale didattico per i bambini malgasci e la costruzione di aule scolastiche.
 
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Se vi interessa questo progetto e volete aiutare a salvare il Madagascar e la sua biodiversità, ci sono molti modi con cui potete dare il vostro contributo. Partecipando alle attività organizzate dal Parco, come le visite guidate o i laboratori educativi, potrete conoscere più a fondo le specie che abitano quest’isola e le minacce alla loro sopravvivenza, apprendendo anche quali comportamenti adottare nel quotidiano per tutelare il loro habitat. Adottando un Indri e le altre specie malgasce presenti al Parco contribuirete direttamente al finanziamento di questo progetto, ma anche con la vostra visita al Parco potrete supportare concretamente la conservazione, poiché una percentuale del ricavato dai biglietti d'ingresso viene sempre destinata ai progetti in natura. Infine, sensibilizzando le altre persone sulle problematiche degli animali in natura potrete aiutare concretamente a diffondere la conoscenza e garantire un futuro al Madagascar e alla sua biodiversità.
 
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