Ma conviene proprio diventare giganti?

 
Perché certi animali nel corso della loro evoluzione aumentano a dismisura le dimensioni corporee, diventando quindi più lenti e goffi, e avendo bisogno di più nutrimento? Si tratta di un adattamento costoso, che però si è ripetuto molte volte nella storia naturale, quindi evidentemente offre altri vantaggi che bilanciano gli inconvenienti.
I vantaggi del diventar giganti sono molteplici.
Come insetto, puoi produrre più uova, oppure, come uccello, deporre grandi uova piene di nutrimento. Se non hai predatori e trovi il cibo a terra, chi te lo fa fare di volare? Di solito i giganti sono più resistenti, longevi, e dominano il loro ambiente. Inoltre, più un animale è grande e più il rapporto superficie-volume del suo corpo è minore, quindi disperde il calore più lentamente. Un gigante è meno soggetto a predazione e può difendere meglio i suoi cuccioli. Spostarsi costa meno e il metabolismo rallenta: si può insomma vivere in modo meno spasmodico.

Ma non è una strada obbligata: se le risorse scarseggiano, ti conviene diventare più piccolo, come è successo persino a una stranissima specie umana pigmea, vissuta fino a 50mila anni fa su un’altra isola, Flores, in Indonesia.
Di umani giganti invece non vi è traccia nell’evoluzione.
A noi per dominare l’ambiente, pure troppo, bastano intelligenza e adattabilità. Ciò non toglie che… dai giganti possiamo imparare molto. Sentirsi per un giorno lillipuziani può essere un’esperienza molto formativa, se non altro per apprezzare la magnificente diversità delle forme di vita.