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Lo sai che i giganti esistono davvero?

Vieni a scoprirli presto al Parco Natura Viva!


Pensate che i giganti esistano soltanto nelle fiabe e nei miti? O che si siano già tutti estinti?
Vedrete i giganti e i loro opposti, i nani, al Parco Natura Viva nella House of Giants!
È la prima al mondo ed è in Italia.

Scopriremo insieme e dal vivo uno dei fenomeni più bizzarri dell’evoluzione: il gigantismo. Spesso gli esseri viventi si diversificano proprio in base alle dimensioni, che crescono o si riducono in base al contesto ambientale.giganti-stanno-arrivando.png

 

 

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18 settembre 2019
 

Eccoli! Non è difficile escalmare qualcosa di simile davanti ai terrari dei grandi predatori invertebrati.
I giganti del microcosmo non sempre sono facili da vedere all'interno del loro terrario: non farsi scoprire fa parte del loro "mestiere" di predatori. Il grande ragno arboricolo dal corpo con righe nere e grigie, riesce perfettamente a mimetizzarsi nel suo nuovo terrario e serve un po' di pazienza per scovarlo. Gli scorpioni hanno pensato bene di eleggere a loro tana una delle conche della piccola montagna che hanno trovato nella loro nuova casa. La mantide gigante invece attende le prede in alto, vicino a un ramo, certa che il suo colore la nasconda perfettamente alla vista!  La tarantola golia, invece, se ne sta spesso al centro della scena, e si mostra con le zampe vicine al corpo: se le distendesse potrebbe raggiungere quasi i 20 cm. Si racconta che esemplari di questa specie possano diventare così grandi che nella loro foresta è possibile sentirne i passi! 
 

13 settembre 2019

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Nei giorni scorsi molti visitatori hanno ammirato, avvicinandosi alla Casa dei Giganti, la riproduzione a grandezza naturale dell'elefante nano. In tanti, vedendo questo modello, si sono sorpresi nel sapere che in Sicilia vivevano in passato elefanti nani!
Il cranio degli elefanti presenta una grande apertura sulla fronte, corrispondente all’attaccatura della proboscide. Al tempo degli antichi Greci non vi erano più elefanti in Sicilia. È possibile che il ritrovamento di antichi crani, interpretati come teschi di uomini giganteschi con un unico occhio, abbia dato origine alla leggenda dei Ciclopi, ripresa anche da Omero nell’Odissea.



8 settembre 2019

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Anche la seconda femmina di varano di Komodo è nella Casa dei Giganti e si è ambientata osservando e "annusando" il suo reparto con la sua lunga lingua biforcuta. Ogni tanto si ferma a guardare, forse incuriosita, i visitatori che stanno affollando la serra, per poi andarsene al calduccio a riposare. 
Questo secondo esemplare di varano di Komodo ha un paio di anni più della prima ed è arrivata dall'Olanda, sempre attraverso il progetto EEP dell'EAZA.



6 settembre 2019
 

Mentre ammiriamo la nostra giovane femmina di varano di Komodo, stiamo aspettando trepidanti il secondo esemplare!!



5 settembre 2019

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Tutto è pronto per una passeggiata tra leggenda e realtà.
Alcuni animali che popolano la fantasia dell’uomo si sono materializzati al Parco Natura Viva intorno alla Casa dei Giganti: animali viventi o esistiti nel passato ai quali l’uomo ha dato una interpretazione, non conoscendoli. Ed ecco che il dente di un mammifero marino, il narvalo, viene immaginato sulla testa dell’unicorno. E che dire di quel mostro marino, il kraken, che avvinghia le navi con i suoi lunghi tentacoli e le fa inabissare? Il terrore dei mari è un vero gigante delle acque, ma innocuo per l’uomo: il calamaro colossale dei mari del sud, scoperto solo nel 1925, può raggiungere i 10-15 metri!
I modelli che possiamo ammirare avvicinandoci alla Casa dei Giganti sono stati creati in scala 1:1 dalla ditta Naturaliter di Capannoli (PI)
 
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House of Giants vista dall'alto, e la dragonessa Padar che esplora l'area:drago-komodo-parco-natura-viva.jpg


4 settembre 2019

Con passo deciso si aggira nel suo nuovo reparto la giovane femmina di drago di Komodo arrivata dallo zoo di Wroclaw in Polonia. Dopo qualche giorno trascorso nel suo reparto interno, oggi ha iniziato a esplorare l’area che, tra palme, zone riparate e una cascata che origina un breve corso d’acqua, costituisce la sua nuova casa al PNV.
Siete pronti per conoscere la regina della nostra House of Giants?
 
Sembra un dinosauro ma non lo è. Si tratta della più grande “lucertola” vivente, così straordinaria da meritarsi l’appellativo di drago.
Il drago di Komodo (Varanus komodoensis) è originario delle isole della Sonda, in Indonesia, ed è un ottimo esempio di gigantismo insulare.
L’esemplare appena arrivato al Parco Natura Viva è una femmina, è lunga 2 metri ma potrà crescere fino ai 3 metri e pesare oltre 150 kg.
La lingua è biforcuta, come nei serpenti, e il suo morso è velenoso, ad azione lenta. Le sue prede in natura sono grandi erbivori come cervi e bufali.
Nonostante la spaventosa reputazione, il varano di Komodo è un drago “fragile”, poiché l’uomo ha distrutto gran parte del suo habitat e la specie è considerata in pericolo di estinzione.

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28 agosto 2019


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La serra si è riempita di colori.
Sono arrivate centinaia di crisalidi da allevamenti ecosostenibili dell’America centrale che lo staff pazientemente ha inserito nell’incubatrice dove rimarranno in attesa che escano le colorate farfalle tropicali che saranno poi libere di volare tra i visitatori della Casa dei Giganti.
Tra loro si fanno notare la morfo blu, la più grande farfalla diurna delle Americhe, con il suo bellissimo colore, e la mimetica farfalla civetta che, posata sul “bar delle farfalle” o su una pianta, ci mostra il temibile occhio da rapace sulle sue ali, che le è utile per spaventare i predatori e ridurli in fuga.

 


19 Agosto 2019

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Sono arrivate e sono oltre 5000! Al Parco Natura Viva, nella nuova Casa dei Giganti è approdato un esercito di formiche tagliafoglie (Atta spp.).  Silenziose e composte si sono subito messe al lavoro, trasportando foglie e sistemando il formicaio che abbiamo preparato per loro. Ma cosa ci fanno animali così piccoli in uno spazio dedicato ai giganti?
Sembra che, dopo la loro estinzione, animali di dimensioni colossali come i dinosauri siano stati sostituiti dalle grandi colonie degli animali sociali, come formiche, termiti e gli stessi umani. In effetti, una colonia di formiche tagliafoglie può contenere fino a 8 milioni di individui, in grado di divorare un albero più velocemente di quanto avrebbe fatto un brontosauro. Per questo e per l’organizzazione dei compiti in caste, le colonie di formiche e di altri insetti come api e termiti vengono considerati dei superorganismi.
Le formiche tagliafoglie sono originarie delle foreste tropicali del Centro e del Sud America. Durante la visita al Parco potrete osservare le operaie al lavoro che tagliuzzano foglie di qualsiasi tipo, le trasportano al nido e le usano per coltivare il fungo di cui l’intera colonia si nutre.


14 agosto 2019

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Con l’arrivo del modello dell’orso delle caverne si aggiunge un tassello prezioso alla House of Giants del PNV per raccontare storie di giganti di “casa nostra”.
Infatti, a ciascuno di noi, sarà capitato di ascoltare storie di uomini primitivi che dovevano affrontare con coraggio il temibile orso delle caverne. Questo animale (Ursus spelaeus) non è frutto di fantasia, ma è realmente esistito migliaia di anni fa e viveva in un territorio molto vasto, dalle coste dell’Atlantico fino agli Urali. Sono numerose le tracce della sua presenza anche qui vicino, in Lessinia, nelle caverne dei Covoli di Velo Veronese, dove sono stati trovati numerosi scheletri.
Le sue dimensioni erano notevoli: i maschi, che potevano pesare fino a 1.000 kg, arrivavano a tre metri di altezza e avevano artigli potentissimi. Trovarsi davanti un bestione simile doveva essere un incubo ricorrente per i nostri antenati. In realtà, sappiamo dalla forma dei suoi denti che l’orso delle caverne era prevalentemente erbivoro e aveva una dieta piuttosto specializzata. Questo significa che poteva vivere soltanto nei luoghi in cui c’era la sua vegetazione preferita in gran quantità.
L’orso delle caverne si estinse circa 24.000 anni fa a causa dei cambiamenti della vegetazione. Durante il Pleistocene infatti, vi furono continue oscillazioni tra periodi glaciali freddi e periodi interglaciali caldi. Il clima cambiava continuamente e con esso la vegetazione, che si modificava nella composizione. L’orso delle caverne, non riuscì a far fronte al cambiamento climatico, così anche il più grande di tutti gli orsi scomparve, senza lasciare discendenti.

Dopo il modello dell'orso delle caverne è stata posizionata anche la ricostruzione scientifica a grandezza naturale dell' Homo floresiensis.

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La storia di una specie umana “lillipuziana” dai grandi piedi, nascosta nella foresta tropicale di un’isola dell’Oriente piena di animali dalle strane dimensioni - come ratti, cicogne e lucertolone giganti - sembra uscita direttamente da un racconto di Jonathan Swift, l’autore del famosissimo testo “I viaggi di Gulliver”. E invece è tutto vero!
Scoperto nel 2003 nella grotta di Liang Bua, sull’isola di Flores, Homo floresiensis si è oggi conquistato un posto d’onore come il più curioso e peculiare rappresentante della diversità del genere Homo. Come sarà possibile vedere dalla ricostruzione realistica esposta nella Serra dei Giganti del Parco Natura Viva, non superava di molto il metro di altezza e dunque il suo cervello era proporzionalmente piccolo, eppure possedeva una buona tecnologia ed era un ottimo cacciatore. Cacciava, per cibarsene, ratti giganti ed elefanti nani, e conviveva con i draghi di Komodo, che un tempo erano numerosi anche sull’isola di Flores.
I nove individui studiati su Flores sono simili a Homo erectus nani, ma possedevano alcuni caratteri così primitivi (soprattutto nella forma del cranio e nei grandi piedi) da far supporre che possa trattarsi addirittura di discendenti di una forma africana assai più antica.
Nonostante la provenienza così remota, le datazioni dicono che su Flores questa straordinaria specie pigmea abitò fino a tempi recentissimi: addirittura fino a 50.000 anni fa! Erano dunque ancora presenti sull’isola alle soglie della storia più recente. Non sappiamo perché si siano estinti e nonostante non vi sia alcuna testimonianza, è probabile che ci siano stati incontri ravvicinati tra i nostri antenati e gli stranissimi pigmei di Flores. Chissà cosa avranno pensato i lillipuziani di Flores vedendo arrivare dall’Africa gli spilungoni sapiens…

Autore della bellissima ricostruzione scientifica a grandezza naturale dell’uomo di Flores, che ha trovato posto all’interno della alla nuova House of Giants è Lorenzo Possenti (Ecofauna) che ha realizzato anche il modello dell’orso delle caverne che si può ammirare davanti alla serra.
 

09 agosto 2019

Sono arrivati i primi nuovi ospiti della Serra dei Giganti al PNV!

La prima a prendere dimora nel nuovissimo reparto della serra è una sinuosa ed elegante signora che viene direttamente dallo Zoo di Londra, lunga circa 3,30 m e del peso di 30 kg. Dopo essersi sgranchita le spire uscendo dal contenitore in cui ha viaggiato fino a noi, si è subito concessa un bel bagno nella spaziosa vasca a sua disposizione e ha cominciato a perlustrare ogni punto del suo nuovo reparto.
Stiamo parlando di una stupenda femmina adulta di anaconda verde (Eunectes murinus), la cui massima dimensione potrà arrivare a circa 12 m di lunghezza ed un peso di 250 kg. Si tratta del serpente più grande del mondo considerando lunghezza, circonferenza e peso. Occhi e narici sono posti in alto, in modo che possa restare nascosta in agguato nell’acqua, suo ambiente di elezione. Specie originaria di corsi d’acqua ed ambienti umidi della regione Amazzonica e di buona parte del nord e centro del sud America, l’anaconda verde ha da sempre alimentato storie fantastiche e terribili che hanno rappresentato i peggiori incubi dei primi esploratori occidentali di queste foreste tropicali come Henry Walter Bates e Alfred R. Wallace. Numerose leggende narravano addirittura di persone divorate da giganteschi esemplari, in realtà questi costrittori si cibano di prede anche molto grandi, come altri rettili (a volte coccodrilli), capibara e tapiri. Le loro mandibole elastiche, infatti, possono estendersi tantissimo fino ad inghiottire un maiale intero.190814-arrivo-anaconda-verde.jpg

 
Dopo l’anaconda è stata la volta di tre coccodrilli nani, un maschio e due femmine nati nel 2016, arrivati dallo zoo di Mulhouse nell’ambito del progetto ESB della specie.
Ognuno dei tre ha mostrato fin da subito un approccio diverso: chi è rimasto un po’ nella cassa di trasporto a guardare fuori e poi ha finalmente deciso di uscire ad esplorare, chi si è buttato subito in acqua per cercare un rifugio sicuro e chi invece ha mostrato sicurezza, uscendo agilmente per entrare in acqua e godersi un rinfrescante bagno.
Il coccodrillo nano (Osteolaemus tetraspis) è una delle specie più piccole di coccodrillo: raramente supera i due metri di lunghezza. Vive nelle aree umide dell’Africa centro-occidentale ed è considerata specie “vulnerabile” dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Naura). Sfrutta le ore notturne per cercare le sue prede, durante il giorno riposa solitamente nell’acqua.
Una delle minacce alla sua sopravvivenza, oltre alla perdita dell’habitat, è la caccia per la sua carne; infatti la caccia di selvaggina esotica (nota come bushmeat) è molto praticata nei paesi tropicali e la carne di questa specie è in peso la più abbondante nella regione.190809-coccodrillo-nano-arrivo.jpg

02 agosto 2019

I giganti che vengono subito alla mente sono sicuramente i dinosauri e, a raccordare il parco delle estinzioni e iniziare il percorso espositivo della House of Giants, è proprio uno di loro. Non si tratta però di un gigante, raggiungeva i 3,5 m di lunghezza ma ci ricorda che, con la grande estinzione di 66 milioni di anni fa che si è portata via gran parte della fauna esistente, i dinosauri sono scomparsi ma ci hanno lasciato dei cugini che si sono differenziati in quelli che oggi chiamiamo “uccelli”.
 
Anzu era un dinosauro oviraptor onnivoro piumato che assomigliava molto a un casuario. Fossili di alcuni esemplari sono stati trovati solo pochi anni fa negli Stati Uniti. I paleontologi lo hanno chiamato Anzu dal nome di un demone piumato della mitologia dell’antica Mesopotamia e lo hanno soprannominato “il pollo infernale”.
Questo è il primo dei modelli arrivati al PNV che racconterà dei giganti, di nani e di come l’uomo li abbia interpretati: in un’epoca in cui le conoscenze naturalistiche erano limitate, l’uomo dava una spiegazione a esseri giganteschi o a parte di essi che gli capitava di trovare.
Il modello a grandezza naturale di Anzu è stato realizzato dalla ditta Geomodel, con la consulenza del paleontologo Simone Maganuco.

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Come sarà House of Giants?

Dentro un edificio di ultima generazione improntato ai criteri più avanzati di bioedilizia e di ambientazione scenografica per gli animali e per i visitatori, sarà possibile  osservare specie incredibili.
Il percorso della House of Giants si snoderà anche tutto attorno all’edificio, raccontando altre storie di giganti e nani che hanno vissuto nel passato... o nelle leggende!

 

Il Progetto:

 
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Cosa sta succedendo ora al Parco?

 
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Diventare giganti o nani.... perché?


Come insetto, se cresci di stazza puoi produrre più uova, oppure, come uccello, deporre grandi uova piene di nutrimento. Se non hai predatori e trovi il cibo a terra, chi te lo fa fare di volare? Di solito i giganti sono più resistenti, longevi e dominano il loro ambiente. Inoltre più un animale è grande e più il rapporto superficie-volume del suo corpo è minore, quindi disperde il calore più lentamente.
Ma non è una strada obbligata: se le risorse scarseggiano ti conviene diventare più piccolo, come succede ai grandi erbivori adattatisi alle isole e come è successo in passato persino a una stranissima specie umana pigmea, vissuta fino a 50mila anni fa sull’isola di Flores in Indonesia.

Giganti e nani vivono in ambienti di solito isolati e fragili e dunque sono spesso gravemente minacciati di estinzione. Incontrarli dal vivo significa per noi diventare ambasciatori di un messaggio, urgente e necessario, di conservazione della biodiversità sempre più in pericolo.




Dentro la House of Giants, edificio di ultima generazione improntato ai criteri più avanzati di bioedilizia e di ambientazione scenografica per gli animali e per i visitatori, sarà possibile osservare specie incredibili.
Il percorso della House of Giants si snoderà anche tutto attorno all’edificio, raccontando altre storie di giganti e nani che hanno vissuto nel passato o... nelle leggende!
 

Ecco qualche esempio...

(torna a questa pagina: si alterneranno sempre nuove storie della House of Giants!)
 
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Scarabei giganti

Alcuni scarabei tropicali, come quelli del genere Goliathus, sono spesso considerati gli insetti più grandi, sia in termini di peso (oltre i 100 grammi!) che di lunghezza (quasi 18 cm). Sono i maschi a svilupparsi maggiormente, spesso con vistose e robuste corna che utilizzano nei combattimenti con altri maschi. Le femmine sono molto più piccole, meno colorate e prive di corna. Ha senso, quindi, pensare che le eccezionali dimensioni dei maschi siano dovute, almeno in parte, a una selezione sessuale.




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Millepiedi giganti

Le specie appartenenti al genere Archispirostreptus sono le più grandi, possono raggiungere i 30 cm e gli 82 grammi di peso. Come molti altri millepiedi sono velenose e, se infastidite, emettono sostanze tossiche che hanno una funzione difensiva, tuttavia non sono pericolose per l’uomo. Le grandi dimensioni potrebbero contribuire a renderli più visibili e riconoscibili da parte dei predatori.