Progetto Orso Andino

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L’orso andino è endemico delle Ande ed è l’unica specie di orso in America meridionale. Classificato come "Vulnerable" nella IUCN Red List, l'orso andino è a rischio di estinzione principalmente a causa della distruzione dell’habitat e della cattura dei piccoli orfani di madri uccise dai cacciatori. La distruzione della foresta per l’agricoltura e per la vendita di legname, inoltre, porta gli orsi andini ad entrare in conflitto con gli umani. Il Progetto Orso Andino del Parco Natura Viva mira a salvaguardare questa affascinante specie nel suo habitat naturale.
Il Progetto Orso Andino agisce su più fronti. Il Parco infatti offre supporto economico a The Andean Bear Conservation Project, il progetto di conservazione dell’Andean Bear Foundation condotto in Ecuador. Lo scopo di questo progetto è quello di salvare l’orso andino dall’estinzione attraverso ricerche scientifiche condotte in situ che mirano a comprendere il comportamento e le esigenze di questa specie. Inoltre, questo progetto si occupa anche di recuperare gli orsi feriti o orfani, ne effettua la riabilitazione per procedere poi al rilascio in natura. Gli orsi rilasciati sono monitorati sia attraverso le osservazioni dirette, sia applicando loro un radio-collare. Il Parco Natura Viva ha acquistato nel corso degli anni diversi radio-collari che sono stati applicati a esemplari di orso andino rilasciati in natura e che ancora oggi sono monitorati. Una maggiore conoscenza della biologia dell’orso andino è fondamentale per poter definire delle strategie di conservazione efficaci e adeguate a questa specie.
 
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Una seconda azione del Parco Natura Viva nella conservazione dell'orso andino è quella di divulgare le tematiche relative alla conservazione della biodiversità e raccogliere fondi per l’acquisto di porzioni di foresta tropicale in Ecuador per salvaguardare questi ambienti dalla definitiva distruzione. I fondi vengono raccolti dal Parco mediante la vendita di oggetti in Tagua prodotti dagli Indios dell’Ecuador. Questo materiale, noto anche come “avorio vegetale”, è ricavato dai semi di una palma diffusa nelle foreste tropicali: la sua lavorazione artigianale rappresenta un’importante opportunità per l’economia delle popolazioni locali e permette una gestione ecosostenibile delle risorse della foresta equatoriale. I fondi provengono anche dalla vendita di una simpatica favola ambientalista dal titolo “Lo scarabeo d’oro” che narra le vicissitudini di tre animali (tra cui un orso andino) che cercano di trovare un luogo sereno dove poter vivere, dopo che la loro foresta è stata distrutta dall’uomo.
 
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L’orso andino (Tremarctos ornatus) è endemico delle Ande ed è l’unica specie di orso in America meridionale. Si trova in popolazioni frammentate in Bolivia, Colombia, Ecuador Perù e Venezuela. È una specie a rischio di estinzione annoverata come vulnerabile nella IUCN Red List. In natura si contano meno di 20.000 esemplari e la popolazione si è ridotta di più del 30% negli ultimi 30 anni. Le minacce alla sopravvivenza di questa specie sono legate alla distruzione dell’habitat e alla cattura dei piccoli orfani di madri uccise dai cacciatori. Gli orsi andini entrano in conflitto con gli umani a causa della distruzione della loro foresta per l’agricoltura e per la vendita di legname, che li porta a saccheggiare i raccolti e predare il bestiame. Inoltre, il fatto che le riserve non siano ben controllate contribuisce alla continua riduzione dell’habitat nel quale l’orso andino vive.
 
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Il Parco ospita da tempo una coppia di orsi andini in un reparto creato appositamente per questa specie: la femmina si chiama Bahia ed è nata nel 1993 allo zoo di Dortmund, il maschio si chiama Luis ed è nato nello stesso anno allo zoo di Jersey. Questa coppia si è riprodotta con successo due volte: la prima volta è nato un maschio, Balù, mentre la seconda volta è nata una femmina, chiamata Tunk. Balù, dopo aver raggiunto la maturità sessuale, è stato movimentato presso un’altra struttura europea. Tunk, invece, ha vissuto con mamma e papà fino a quando è stata a sua volta movimentata presso un altro giardino zoologico per formare una nuova coppia. Tutti questi animali sono inseriti nel programma EEP di conservazione ex situ per questa specie.
 
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Nel corso degli anni, il supporto economico del Parco Natura Viva ha permesso all'Andean Bear Foundation di acquistare diversi radio-collari che sono stati applicati a esemplari di orso andino rilasciati in natura e che ancora oggi sono monitorati. Il monitoraggio degli individui rilasciati è molto importante poiché contribuisce a incrementare le conoscenze sulla biologia dell’orso andino, un elemento fondamentale per poter definire delle strategie di conservazione efficaci e adeguate a questa specie.
 
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I fondi raccolti da Bioforest con la collaborazione del Parco Natura Viva e di numerosi istituti scolastici della provincia di Verona coinvolti nel progetto hanno permesso di istituire la Riserva di Otonga in Ecuador. Ad oggi la foresta protetta di Otonga si estende su circa 1.500 ettari, acquistati grazie alle donazioni ricevute in questi anni dalla Fondazione Otonga presieduta dal prof. Giovanni Onore, missionario e professore dell’Università Pontificia di Quito. La foresta da salvare è già grande, ma il progetto di raccolta fondi procede perché nuove acquisizioni permetteranno di congiungerla ad un parco nazionale di estensione ancora maggiore, creando così un’oasi floristica e faunistica di eccezionale valore. Il Parco Natura Viva contribuisce alla raccolta fondi anche con la vendita di prodotti in tagua e con il libro "Lo Scarabeo d'Oro".