Progetto Ibis Eremita

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Lo status in natura

L’ibis eremita è classificato come “criticamente minacciato” nella lista rossa della IUCN. La sua popolazione selvatica ha subito un progressivo declino nel corso dei secoli, in parte anche per cause naturali. In epoca più recente, tuttavia, la popolazione ha subito un declino che sembra essere il risultato della combinazione di diversi fattori, con diverse minacce che incombono sulle diverse popolazioni. Dagli inizi del XX Secolo l’ibis eremita è diffuso in due popolazioni disgiunte: la popolazione occidentale in Marocco e la popolazione orientale in Siria e Turchia. In Marocco le minacce principali sono rappresentate dalle costruzioni abusive, dal disturbo in prossimità dei siti di nidificazione e dai cambiamenti nelle tecniche agricole utilizzate nelle aree di alimentazione. La caccia rappresenta invece la minaccia principale per la piccola popolazione siriana di ibis eremita, mentre in Turchia prevale l’avvelenamento da pesticidi. In Europa centrale l’ibis eremita era presente fino al XVII Secolo, prima che si estinguesse del tutto a causa della pressione venatoria.
 

Il progetto

Il progetto Life+ Ibis Eremita coordinato dall'associazione austriaca "Förderverein Waldrappteam" ha l’obiettivo di ristabilire la rotta migratoria di questa specie dai quartieri riproduttivi in Austria all’area di svernamento in Toscana. Questo importante progetto prevede di insegnare ai giovani ibis, nati e allevati in ambiente controllato, una possibile rotta migratoria verso sud, attraverso l’Italia. In natura i giovani ibis apprendono la rotta migratoria seguendo i genitori, così alla Konrad Lorenz Research Station è stato messo a punto un programma specifico per fare in modo che gli uccelli possano seguire in volo i loro “genitori adottivi” umani a bordo di un ultraleggero. Grazie all’imprinting, cioè l’attaccamento che si sviluppa tra i piccoli di alcuni animali e la prima figura che vedono dopo la nascita, ogni anno un gruppo di giovani ibis eremita seguono in volo i loro genitori adottivi umani, che li accompagnano a bordo di un ultraleggero dalla fredda regione austriaca alle zone più calde dell’Italia centrale, nell’Oasi WWF “Laguna di Orbetello”. Questi individui possono così apprendere la rotta migratoria e nel periodo primaverile saranno in grado di ritornare autonomamente in Austria. Gli ibis eremita possono così costituire una popolazione selvatica in grado di vivere in libertà e di migrare autonomamente tra i quartieri riproduttivi a nord e l’area di svernamento a sud. Parallelamente, vengono svolte ricerche volte a incrementare la conoscenza della specie per poter garantire agli ibis eremita una sopravvivenza sicura in natura.
 

Il ruolo del Parco

Il progetto di reintroduzione dell'ibis eremita ha ricevuto le sovvenzioni dell'Unione Europea nell'ambito del programma finanziario Life+ (LIFE+12-BIO_AT_000143): il progetto abbraccia 8 partner in Germania, Austria e Italia, tra cui il Parco Natura Viva, che è l'unico giardino zoologico italiano a prendere parte a questo progetto supportandolo economicamente, contribuendo all'allevamento dell'ibis eremita e sensibilizzando i visitatori sulla tutela di questa specie. Come partner del progetto, infatti, il Parco si occupa di organizzare la comunicazione e le relazioni pubbliche in Italia e ha un ruolo fondamentale nella campagna contro il bracconaggio: una delle maggiori minacce alla sopravvivenza dell'ibis eremita è l'abbattimento da parte dei bracconieri proprio sul suolo italiano. Infine, alcuni individui di ibis eremita nati al Parco Natura Viva sono stati rilasciati in Spagna, nell'ambito di un altro progetto di reintroduzione: il Proyecto Eremita.
 
With 50% contribution of the LIFE financial instrument of the European Union (LIFE+12-BIO_AT_000143) 
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