Parco natura viva
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Conservazione ex situ
La conservazione ex situ, riconosciuta a livello internazionale dalla Convenzione della Biodiversità, è uno dei fondamenti della vita del parco, quotidianamente coinvolto nell'allevamento di specie animali lontani dal loro luogo di origine.
Il Parco aderisce a numerosi programmi europei di allevamento in ambiente controllato, i cosiddetti EEP (European Endangered species Programm), che prevedono la gestione degli esemplari ospitati nelle singole strutture come appartenenti ad un'unica popolazione.
Oltre a questi, il parco è il coordinatore europeo dell'ESB (European Studbook), un programma di gestione meno intenso dell'EEP, per il lemure catta.
Di supporto a questi programmi vi è un archivio di dati conservati secondo un sistema informatico internazionale, l'lnternational Species Information System (ISIS).
Il Parco Natura Viva collabora inoltre con il nucleo CITES del Corpo Forestale dello Stato per quanto concerne l'attuazione delle norme che regolano il commercio e la detenzione di specie a rischio di estinzione secondo quando definito dalla Convenzione di Washington (CITES: Convention on International Trade of Endangered Species of wild fauna and flora) nel 1973.
Il commercio illegale di fauna e flora è infatti una delle principali cause della scomparsa in natura di numerose specie animali e vegetali. L'Italia ratificò la Convenzione nel 1975 ed il 31 dicembre 1979 entrò in vigore un regolamento per la sua attuazione amministrativa; solo nel 1992 è stata infine approvata una legge che disciplina i reati connessi ai traffici illeciti di specie animali.




